L'OASI a Terracina


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Missione Argentina 2003

Associazione OASI

Holà, siamo Stefano ed Emanuela e siamo felici di testimoniarvi l’esperienza da poco vissuta in Argentina.
Innanzitutto vogliamo ringraziare Dio per l’opportunità che ci ha donato di vivere 22 giorni nel Sud America, in un paese dalle mille contraddizioni dove ricchezza e miseria convivono senza che esista una “via di mezzo”, una terra assai lontana più che per la distanza per il modo di vivere. Infatti può sembrare strano ma ci siamo trovati catapultati completamente in un altro mondo.
La nostra avventura è iniziata il 24 gennaio scorso da Roma Fiumicino.
Dopo un viaggio durato 14 ore siamo finalmente giunti nella capitale Buenos Aires. Qui abbiamo constatato con grande stupore quanta ricchezza c’è in essa. Alle 9:00 della sera, però, il volto di questa città in piena attività, si trasforma in quello desolato della miseria; non più gente, non più turisti, ma solo “cartoneros”. I cartoneros sono persone o famiglie intere che nella spazzatura cercano non solo il cartone che, riciclato procurerà loro poco più di un peso (ossia nulla se pensate che un euro corrisponde a tre peso e 45), ma soprattutto cercano il cibo per potersi sfamare.
Ogni sera abbiamo avuto sempre la stessa scena davanti ai nostri occhi; file interminabili di persone che aspettano fuori dai ristoranti e dalle pizzerie per poter ricevere gli avanzi.
Questo era solo la preparazione a quello che avremmo visto poi. Alcuni giorni dopo, infatti, dopo un viaggio di 15 ore in autobus, sotto la minaccia di un tremendo temporale, siamo giunti nella piccola città di TUCUMAN.
Da subito abbiamo compreso il perché di tanta morte vista nei documentari e nei telegiornali prima di partire. Sole, corruzione e miseria sono davvero una miscela mortifera. La temperatura durante il giorno raggiungeva i 45° gradi centigradi e una sensazione termica di circa 50°. Nelle baracche di lamiera (cucine per le mense dei bambini) la brace del fuoco, usato per cucinare, rendeva l’aria irrespirabile.
È li che abbiamo davvero compreso quanto AMORE esiste nel cuore di quelle persone che a Dio hanno rimesso la propria vita per servire il prossimo.
Uomini e donne semplici si prodigano per dare qualcosa da mangiare a piccoli fanciulli.
L’esperienza vissuta in Argentina ha significato tanto per le nostre vite, questo viaggio ci ha aiutato ad aprire la nostra mente e ad ampliare il nostro sguardo. Sperimentando quanti modi diversi di vivere esistono oltre al nostro, ci siamo messi davanti alla triste realtà della povertà che per tanta gente non è una condizione di vita passeggera, ma la normalità di tutta una vita. L’Argentina oggi conta 37 milioni di abitanti di cui 18 vivono sotto la soglia della povertà; quale futuro si può prospettare per i tanti bambini che nascono in condizioni disastrose?
Quello che abbiamo fatto noi non è niente a confronto con quello che si poteva e avremmo voluto fare. Ma se, con il nostro sorriso e con la nostra voglia di donare tempo, siamo riusciti a scaldare un po’ di più anche solo un cuore tra tanti, e se siamo riusciti, con la nostra presenza, ad accendere anche una piccola speranza in più per la gente che abbiamo incontrato, di certo il nostro viaggio non è stato inutile.
Ora vogliamo dire grazie di cuore a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa esperienza vissuta personalmente da noi due.
Grazie alle autorità che ci hanno concesso i permessi per la raccolta di fondi; grazie a tutti i dottori che ci hanno aiutato per la raccolta dei medicinali e a tutta la città di Terracina.
Un grazie di cuore da tutti i bambini dell’Argentina.
I vostri inviati speciali
Stefano e Emanuela.

CONCLUSIONE MISSIONE ARGENTINA 2003




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